Ferragosto

Si, oggi e’ Ferragosto, credo il primo che trascorro a casa,no, ne ricordo un altro una decina di anni fa. Lasciamo stare le banalita’ tipo “che bella la citta’ deserta”, vorrei essere da qualunque altra parte del mondo invece……….

Invece sono rientrato ieri da Venezia e oggi lo passo con mia madre, ha problemi di salute seri….serissimi. La parte del figlio affettuoso e solerte non mi e’ mai stata congeniale ma…….credo di doverle questo.

Sono triste, nervoso, mi sento fuori dal mio elemento. Io, vagabondo inguaribile da sempre, relegato in questa stupida citta’ deserta e rovente, ma che diavolo ci faccio io a Modena ?

Ieri sera ho fatto l’amore con Sandra, abita sulle colline ed anche lei non si e’ potuta muovere da questo forno rovente, la figlia ha avuto un incidente stradale un paio di mesi fa ed e’ ancora in clinica, grave, gravissima.

Ne avevamo bisogno entrambi, non e’ stato sesso, e’ stata una lotta nervosa e nevrotica, ognuno con la testa altrove cercando di scaricare la tensione e dimenticare i problemi, il piacere e’ un grande anestetico, il sesso e’ vita allo stato puro. Intorno a noi c’erano lampi e tuoni ma la pioggia liberatrice non e’ arrivata, solo poche gocce, una presa in giro di questa estate assurda.

Eravamo nel patio sul divano e vedevo il suo corpo illuminato dai fulmini, lei teneva gli occhi spalancati e la bocca tirata, non abbiamo indugiato nei preliminari, Sandra mi e’ venuta sopra e si e’ infilata il cazzo dentro, di colpo. Poi si e’ distesa sul mio corpo e mi ha stretto forte schiacciando il suo seno contro il mio petto. La sentivo respirare forte e solo il suo bacino si muoveva prima piano poi sempre piu’ forte, lente ondate sensuali e poi una danza frenetica e inarrestabile, forza, rabbia, voglia di godere e di cancellare il mondo.

Di colpo si e’ alzata tenendomi conficcato tutto dentro la sua tana bollente e l’ho sentita venire, i muscoli vaginali mungermi la verga ed il suo ventre contrarsi e le mani torturarmi il petto, i capelli le coprivano il viso illuminato dai lampi lontani. Non ha urlato, di colpo e’ rimasta immobile con la bocca spalancata, il busto eretto, il seno grande che si muoveva al ritmo del respiro ansimante, mi e’ sembrato che quel momento durasse un’eternita’, il piacere di una donna e’ uno spettacolo che mi affascina ogni volta.

Un lampo fortissimo, il tuono assordante e mi e’ caduta addosso come una bambola spezzata, mi e’ sembrato di sentirla singhiozzare ma forse erano i tuoni nel cielo.

Poi la sua voce calda nell’orecchio “Scusa Gabry, ne avevo bisogno, non potevo resistere un attimo di piu’, scusami se ti ho usato ma adesso mi sento meglio, perdonami, volevo sentirmi viva”

Non l’avevo mai vista cosi’, lei, sempre controllata, amante delle carezze raffinate e delle posizioni piu’ ardite, sensuale ed elegante anche durante l’amore. Ricordo la prima volta che l’abbiamo fatto, eravamo ad una festa, io in cravatta e lei in abito da sera lungo e nero. Mi ha trascinato nel bagno e se lo e’ sollevato da dietro appoggiandosi al lavandino “Chiavami subito, ti prego !”. Non ho avuto il tempo di togliermi giacca e cravatta, ho abbassato i calzoni e l’ho penetrata da dietro, era bagnata e calda con il culo che danzava come impazzito. Poi si e’ come risvegliata da un sogno, si e’ rialzata e girandosi mi ha sussurrato “Non venirmi dentro, non posso” poi in ginocchio mi ha succhiato l’anima ed il cervello. Mi ha ingoiato la sborra per non lasciare tracce tenendomi conficcato in gola e accarezzandomi le palle contratte. Una attimo dopo uscivamo come vecchi amici che sono andati a rinfrescarsi le mani, la guardavo, sensuale, elegante, perfetta prendere il braccio del marito e sorridere agli altri invitati. Poi ci sono state altre volte e Sandra non ha mai finito di stupirmi e di sorprendermi con quel suo fare altero e distaccato che diventava incredibilmente sensuale e femminile nell’intimita’.

Dopo il mio arrivo avevamo parlato poco, dieci, quindi minuti dopo eravamo nudi sul divano. Ognuno con i suoi pensieri e con la voglia di dimenticarli, forse anche questo e’ il sesso, forse e’ meno assurdo ed inutile di tante altre volte, forse……

Poi di colpo si e’ alzata sfilando la mia asta dura dalla sua fessura bagnata ed e’ entrata in casa, mi sentivo stupido disteso con il cazzo bagnato in aria nel bel mezzo di un temporale. Ma l’aria era fresca, frizzante, il basso ventre contratto mi faceva male, pretende lo sfogo ma stavo bene lo stesso e non riuscivo a muovermi

E’ tornata dopo qualche minuto, nuda nel patio davanti a me, splendida nei suoi quarantanni, la maturita’ ha reso Sandra stupendamente femmina e di una sensualita’ sconvolgente, i fianchi pieni ed il ventre leggermente paffuto, non si direbbe che abbia partorito tre figli. La guardo e l’eccitazione mi cresce, lei mi sorride, e’ la prima volta che lo fa da quando ci siamo incontrati.

“Scusami Gabry, non volevo abbandonarti, avevo voglia di qualche cosa di dolce”

In mano ha una coppa colma di panna, ci intinge il dito e se lo infila completamente in bocca succhiandolo con avidita’ senza staccare gli occhi dai miei.

“Si, ho bisogno di dolcezza” Con un gesto del capo si sposta i capelli indietro, adesso con due o tre dita si sta spalmando la panna sul pelo castano, sul clito e tra le gambe. “Dai, assaggia anche tu, abbiamo bisogno di dolcezza tutti e due”.

Allarga le gambe e mi viene sopra a cavalcioni, ho la sua figa coperta di panna davanti alla bocca e inizio a leccarla, il dolce si mischia con il salato del suo succo, mi piace. Sento che anche la mia verga e’ ricoperta di panna e la lingua di Sandra che la ripulisce avidamente, poi di nuovo la ricopre e la lecca, allungo le mani e anch’io mi servo dalla coppa spalmando di bianco le sue cosce spalancate e poi ripulendole con la lingua, mi piace il suo sapore.

Il suo bacino si muove davanti alla mia bocca, prima piano poi sempre piu’ forte come lunghe ondate, la sua lingua e’ come un folletto impazzito intorno al mio cazzo poi di colpo le sue gambe mi imprigionano la testa e i suoi spasmi diventano incontrollati, adesso ha tutta la verga in bocca e la aspira, Sandra ha di nuovo raggiunto l’orgasmo. E’ un piacere forte, violento, la sua pelle e’ umida e fresca, candida alla luce dell’ultimo lampo. La coppa ormai vuota e’ rotolata a terra ma non ci facciamo caso.

Come prima si accascia su di me e resta immobile, ho l’asta dentro la sua bocca ma la sua lingua e’ immobile. passano uno, due minuti e la mia voglia diventa inarrestabile, ho bisogno di farla esplodere o impazzisco ma Sandra non si muove, cerco di resistere ma e’ piu’ forte di me.

Di colpo mi alzo e la sollevo come una bambola, ha gli occhi chiusi ed e’ inerte, la appoggio con il petto sul tavolino da giardino, la vista del suo culo aperto, le gambe spalancate ed il pelo scuro nel mezzo mi scatena ancora di piu’ la voglia. Ho il cazzo duro come il marmo, dritto e congestionato, le palle contratte come prima di una battaglia.

Lo dirigo tra le cosce, con le dita cerco l’entrata della figa e Sandra si apre per facilitarmi, ormai il temporale e’ passato ma gli occhi si sono abituati all’oscurita’. Devo possederla subito, una voglia bestiale mi acceca la mente, l’istinto primordiale del maschio mi toglie ogni ragione. Sento la punta farsi strada nella tana calda e bagnata, non indugio, spingo, spingo sempre piu’ forte sino a schiacciarmi sul fondo, la sensazione di vittoria e di possesso mi toglie il respiro. Non esito, esco e spingo sempre piu’ forte, Sandra cerca di proteggersi dai miei colpi con le mani ma gliele imprigiono dietro la schiena, niente e nessuno puo’ fermarmi ormai. La uso senza riguardo, la sbatto come una troia senza pieta’, lei cerca di divincolarsi ma la mia presa e’ forte e decisa anzi i suoi tentativi di liberarsi aumentano la mia voglia ed il desiderio di possesso.

Adesso mugola, mi implora di non essere violento ma queste parole amplificano la mia rabbia, devo scaricare la tensione, devo concludere  altrimenti impazzisco. L’orgasmo mi coglie di sorpresa, e’ come una fitta dolorosa che mi parte dalle reni ma diventa piacere scendendo, non smetto di pompare mentre la inondo di sperma, ogni colpo e’ un getto di seme che si schiaccia contro il suo utero. Poi come un flash recupero un barlume di lucidita’, santo cielo, forse non dovevo sborrarle dentro. Estraggo il cazzo che continua a sparare seme bianco e denso e dirigo i getti sulle sue chiappe bianche. Le ho liberato le mani e lei le usa per spalmarsi addosso il liquido caldo che continuo ad eruttare. Adesso anch’io sono ricoperto di sudore freddo, mi strizzo le palle come per assicurarmi che non ne rimanga una goccia, ho voglia di riempire, di impregnare, sono un maschio in calore, una forza inarrestabile della natura.

Quando la tensione si allenta mi fermo appoggiato al suo culo, quasi mi gira la testa, ho caldo e freddo nello stesso tempo, mi accorgo che sto ansimando. Mi rendo conto che Sandra e’ ancora schiacciata sul tavolino di metallo, la sollevo ed insieme cadiamo sul divano all’indietro sempre abbracciati, le accarezzo i seni ed il ventre e sento i segni delle stecche di ferro del tavolo, cerco di massaggiarla ma non si lamenta. Mi sento sulle cosce la cascata di sperma che esce dalla tana, non credevo di averla riempita cosi’ tanto, Sandra si solleva e barcollando entra in casa, dopo poco sento scrosciare la doccia e mi accorgo di averne bisogno anch’io.

La raggiungo e la abbraccio sotto l’acqua fresca, ci accarezziamo con tenerezza, Sandra mi appoggia la testa sulla spalla e giurerei di sentirla piangere ma forse e’ solo un effetto dell’acqua che ci scroscia addosso. Sto bene, ho dimenticato tutto il mondo che ci circonda mentre usciamo sul patio ancora bagnati, i lampi sono lontani ed il vento fresco e’ cessato, tanto rumore per nulla.

No, questa notte rovente d’Agosto con un falso temporale e’ servita a tanto. Lo sento dentro di me e dalle labbra di Sandra che si abbandonano contro le mie in un bacio interminabile.

Per un momento siamo stati felici.

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