Sogno…..
gennaio 19, 2009 in AngeloCapriccioso, Milo Manara da Gabriele
Inviato da angelocapriccioso il 17 dic a 09:32
Nickname Angelocapriccioso
Sesso Donna
Età 20
Un elegante negozio di scarpe.
Io comodamente seduta su di una poltroncina, con la gonna sollevata sopra il ginocchio a scoprire le gambe e la balza in pizzo delle autoreggenti.
Il mio fidanzato si guarda in giro, annoiato.
Un commesso elegantissimo, non molto giovane ma ricco di fascino, in ginocchio davanti a me che mi aiuta a provare un paio di scarpe scollate sul dorso del piede e col tacco alto.
Con una mano mi stringe dolcemente la caviglia, mentre con l’ altra mi infila il più lentamente possibile la scarpa. Dopo non mi lascia il piede, ma continua a stringerlo con tutte e due le mani e lo accarezza con la scusa di sentire se la scarpa e stretta.
Io sorrido con complicità e mi accorgo di essere eccitata.
Volutamente, inizio a sfregarmi e premermi le cosce l’ una sull’ altra, e i petali della mia rosa incominciano a scambiarsi baci tra loro.
Il commesso sembra notare quel mio masturbarmi segretamente, e la stretta sul mio piedino si fa sempre più calorosa.
Mentre il mio ragazzo si guarda in giro annoiatissimo, il signor commesso allunga una mano e incomincia ad accarezzarmi sul polpaccio, fino al retro del ginocchio, avanti e indietro, molto lentamente.
Improvvisamente la sua mano arriva fino alla balza dell’ autoreggente e a me scappa un gemito. Sono sempre più eccitata e non smetto un attimo di sfregarmi le cosce tra loro, mentre gusto fino in fondo quelle carezze furtive.
Il commesso lascia il mio piede, e ricomincia a fare la stessa cosa con quell’ altro, stavolta per si sofferma a lungo ad accarezzarlo mentre è ricoperto dalla calza leggera ed impalpabile. I suoi occhi non si staccano un attimo dalla mia gonna, dal punto in cui si pu intravvedere nel buio il baluginio della mia pelle.
La mia masturbazione, di cui nessuno nel negozio si puo’ accorgere tranne lui, continua e diventa a poco a poco più frenetica.
Vengo mentre la mano di lui percorre tutta la mia gamba, dalla caviglia alla balza in pizzo dell’ autoreggente, e mi mordo una mano per non gemere.
Mi alzo e faccio due passi sul tappetino. I tacchi alti mi tendono tutti i muscoli fino a metà schiena e mi induriscono le natiche, stringendole fra loro. Il mio ragazzo fa un apprezzamento, il commesso mi guarda in silenzio come se volesse divorarmi con gli occhi.
Dopo aver pagato ce ne andiamo, ma proprio all’ uscita il commesso viene verso di me e mi saluta baciandomi la mano.
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