In crociera sul Gold Strike
Martedi’ 24 Luglio
Una mattinata come al solito piena di impegni, davvero non riesco a trovare un momento per restare solo con Paola, le chiedo se puo’ tornare nel pomeriggio alle cinque e lei mi sorride dicendo che l’aveva gia’ programmato. Sembra che mi legga negli occhi, la adoro.
Verso mezzogiorno mi chiama al telefono Sandro, finalmente una voce amica. Siamo amici da sempre e quasi coetanei, lui ha scelto di fare lo skipper professionista ed ha una stupenda barca a vela, il Gold Strike, sulla quale porta in giro i turisti, d’inverno ai Caraibi e d’estate nel Mediterraneo. Abbiamo iniziato insieme una ventina d’anni fa’ poi io ho scelto di continuare con l’Universita’, mi chiedo spesso chi tra noi due ha fatto la scelta giusta. Ha una voce allegra come sempre.
– Ciao vecchio marpione ! Smettila di far finta di lavorare e butta fuori tutte le donne che hai intorno ! Come ti va ?
Sandro e’ una forza della natura, anche nei momenti piu’ difficili sia in mare che nella vita e’ pieno di energia. Cinque anni fa sua moglie se ne e’ andata anche se lui in famiglia ci passava solo pochi giorni all’anno, forse proprio per questo ed e’ rimasto con un figlio di diciotto anni in un mare di problemi. Come una burrasca in mare ha affrontato questa prova con forza e ottimismo, l’ho ammirato molto.
– Smettila, qui ci si fa’ il mazzo per tenere in piedi l’economia e guadagnare i soldi che tu sperperi in giro a divertirti. Dove sei adesso ?
– Sono a Bocca di Magra, devo sistemare il Gold per la Sardegna, niente di particolare ma un po’ di manutenzione ci vuole. Che fai nel fine settimana ? Mi accompagni in Costa Smeralda ?
E’ sempre il solito, sparisce per mesi e poi improvvisamente ritorna come un ciclone e come se ci fossimo salutati ieri.
– Non so, non credo di avere cose particolari da fare, non pensavo pero’ di partire per le ferie questa settimana.
– Senti, io trasferisco il Gold a Olbia per imbarcare il resto dei turisti, ma non ho voglia di farmi la traversata da solo, non siamo piu’ ragazzini, lo sai ! Sarei piu’ tranquillo se ci fossi tu con me !
Mi era capitato gia’ diverse volte di accompagnarlo, sono l’unico al quale affida il timone del sua barca, ma di andare e venire dalla Sardegna in un fine settimana non ho molta voglia. Sandro mi conosce bene, sa che l’idea mi tenta e mentre resto un attimo in silenzio riattacca con decisione.
– Piantala di fare il prezioso, ho bisogno di te lo sai e poi ho tre passeggeri a bordo che non sanno nemmeno che cosa e’ una cima. Dai vieni che ci divertiamo, ti ho gia’ prenotato il volo da Olbia per Bologna lunedi’ mattina, ormeggiamo vicino all’aeroporto e ci arrivi con un taxi. Dormiamo in barca venerdi’ sera e partiamo sabato mattina presto, come al solito, lo sai !
C’e’ poco da ribattere, mi ha convinto.
– Ok Sandro, venerdi’ prendo un volo da Bologna per Pisa, fatti trovare all’aeroporto e riempi la cambusa, non fare il pidocchio, sai i miei gusti.
Lo sento allegro anche se sono sicuro che non ha dubitato nemmeno un momento di riuscire a convincermi, ci salutiamo affettuosamente.
Eccomi imbarcato per il week end, piu’ ci penso e’ piu’ la prospettiva mi sorride, non vedo l’ora di togliermi dal lavoro almeno per un paio di giorni. Decisamente abbraccerei Sandro per avermi convinto a passare un paio di giorni tra cielo e mare.
Venerdi’ 27 Luglio
Paola mi lascia all’aeroporto di Bologna mezz’ora prima del volo per Pisa, mai che riesca ad arrivare in anticipo, la bacio e corro al check in. Per fortuna hanno un po’ di ritardo e non ci sono problemi. Ci imbarchiamo e dopo pochissimo atterriamo a Pisa, la vista del mare dall’alto mi ripaga di tutte le corse fatte nella giornata.
Appena esco dall’aeroporto mi corre incontro Sandro, e’ inconfondibile, abbronzato, capelli lunghi e argentati, abbigliamento da skipper cioe’ calzoni corti e maglietta a righe. Non lo vedo ormai da anni in una tenuta normale, secondo me non ha altro nell’armadio, posto che abbia un armadio. L’abbraccio e’ affettuosissimo, davvero siamo stati felici insieme tante volte, io ho ancora la giacca e la cravatta che pero’ mi tolgo subito in macchina. La sua vecchia Volvo famigliare e’ un ripostiglio di attrezzature marinare, c’e’ di tutto e nel disordine piu’ completo, quando invece si tratta della barca e’ di una pignoleria incredibile, anche troppo a volte.
Il porto di Bocca di Magra non e’ un porto ma una serie di ormeggi lungo la riva a circa un chilometro dal mare, il Gold Strike e’ attraccato lungo la banchina, bello e imponente come sempre. Quindici metri di lunghezza, due alberi possenti, murate alte, si vede che ha una decina d’anni, adesso le barche sono piu’ basse e filanti. Ma e’ una barca robusta e affidabile, l’ho vista affrontare mari incredibili e correre come una lepre davanti alle perturbazioni, trasmette un senso di potenza e sicurezza.
Salgo a bordo dopo essermi tolto le scarpe, Sandro e’ pignolo e mi tuffo nel pozzetto dove c’e’ la cucina e la dinette, il soggiorno insomma. Lo skipper mi indica la cabina di poppa, i passeggeri staranno in quella matrimoniale a prua e nella piccola al centro. Mi sta bene, a poppa c’e’ un sacco di posto e si e’ fuori dalle scatole. Mentre mi sto cambiando Sandro riparte per la stazione di La Spezia a prendere i passeggeri, io rimango a gustarmi la barca, quanti ricordi. Grazie alle cure di Sandro e’ in perfette condizioni, niente da eccepire.
Quando ritornano io sono a prua che sto guardando il tramonto dall’altra parte del Magra, la corrente e’ lenta e sta alzandosi un po’ di foschia che rende la luce ancora piu’ dorata. Dalla macchina scendono tre donne, Sandro e’ sempre il solito, avrei dovuto chiederlo prima, non mi piace avere donne a bordo, non e’ una scaramanzia marinara. Troppe volte sono nati litigi e problemi con le passeggere, la barca e’ un luogo ristretto e la convivenza forzata puo’ facilmente creare antipatie e odi feroci.
Faccio buon viso e le aiuto a salire, caricandomi degli innumerevoli bagagli che si sono portate dietro, forse non hanno capito che questo non e’ un club vacanze e che non ci saranno gli animatori o il Karoke serale ! Appena riesco trascino a prua Sandro e mi faccio spiegare chi sono gli ospiti.
– Quella da sola e’ un ingegnere di Milano, software o computer, roba del genere, eta’ indefinibile verso la quarantina, piuttosto grassottela e con l’aria poco cordiale. Le altre due sono di Parma. La bionda ha una quarantina d’anni, molto appariscente e possiede un laboratorio di pelletteria, la piu’ giovane invece, sulla trentina, moretta, gestisce il suo negozio di vendita. Questo passa il convento !
Sandro e’ sempre di un ottimismo inossidabile e anch’io mi faccio contagiare, in fondo che ci importa, noi le portiamo in Sardegna e basta cosi’. Il profumo di mare che sta entrando nel fiume mi mette di buon umore immediatamente. Le donne intanto stanno armeggiando sotto coperta, le due amiche occupano la cabina doppia a prua mentre la singola si e’ piazzata in quella centrale con i letti a castello.
Intanto ha cominciato a rinfrescare e l’umidita’ entra nelle ossa, scendiamo in cucina e ci organizziamo per una spaghettata, pomodori, verdura e frutta sono il resto del menu’. Sandro non ha lesinato con i vini e le birre, bene, mi conosce, siccome siamo ancora collegati alla presa elettrica non risparmia nemmeno il frigorifero, ci facciamo uno splendido aperitivo fresco.
Intanto dalle cabine emergono le nostre compagne, si capisce che sono a disagio in un posto cosi’ nuovo per loro, le accogliamo calorosamente ed il vino bianco e freddo fa subito effetto. Si stanno rilassando, meglio, tre donne isteriche in un posto cosi’ stretto non si possono sopportare.
Sara’ l’ambiente, gli spaghetti o il vino, non so, ma la compagnia diventa gradevole, con Sandro facciamo il solito show dei lupi di mare che hanno vissuto le avventure piu’ incredibili, funziona sempre.
La milanese, Silvia, si sta scongelando, e’ una donna colta e lo fa pesare ma piuttosto chiusa, chi lo sa perche’ ha deciso di fare questa crociera da sola, guarda sempre il cellulare che resta muto per tutta la serata. Qualcuno non ha chiamato. Succede.
Carla, la quarantenne di Parma, e’ spiccia e sicura di se’, divorziata da una decina d’anni e’ fiera di essere un’imprenditrice e Titti, la sua collaboratrice, non insidia la sua posizione dominate. La moretta in effetti e’ la piu’ carina, anzi decisamente interessante, non alta ma con tutte le cose giuste al posto giusto, peccato che sia dominata da Carla, sorride ma parla poco, nel complesso pero’ l’atmosfera e’ allegra.
Finita la cena con Sandro sistemiamo la cucina, le passeggere si ritirano nelle cabine e noi usciamo per farci una birra in pace. Fa’ fresco, si e’ alzata la tramontanina dai monti e la foschia e’ scomparsa, ci sono un milione di stelle sopra di noi, coricati a prua ci godiamo lo spettacolo. Finalmente le nostre amiche hanno smesso di usare i bagni, ce ne sono due sul Gold, scendiamo anche noi a farci una doccia e poi con le felpe ritorniamo in coperta per rifare il pieno di acqua, e’ incredibile quanta ne usino le donne, meglio partire con il pieno.
Nel riporre la manichetta nel gavone di prua passo sopra al passauomo della cabina matrimoniale, e’ coperto da una tendina che pero’ non e’ completamente chiusa, dentro c’e’ poca luce ma ci vedo benissimo con gli occhi abituati all’oscurita’ della notte. Non ho intenzione di spiare ma quello che intravedo mi fa fermare di botto. Chiamo Sandro a gesti e insieme ci godiamo dall’alto lo spettacolo delle due parmigiane a letto.
Sono nude e questo e’ normale, in barca si vive con pochi vestiti addosso, ma quello che cattura il nostro interesse e’ che Titti sta leccando con grande impegno il cespuglio tra le gambe della sua amica.
Carla ha un corpo abbondante e i segni del tempo ci sono tutti, non proprio male pero’, Titti invece conferma le mie prime impressioni, seno sodo e chiappe rotonde, si muove come una furia ai piedi dell’amica, peccato che abbia gusti lesbici, meriterebbe le nostre attenzioni.
La bionda e’ distesa a gambe larghe, le tette le cascano un po’ di lato e si dimena tenendo la moretta per la testa, le sta allagando la faccia ma lei non demorde. Noi siamo in piedi al buio e da dentro non possono accorgersi di noi, comunque non sembrano molto preoccupate e continuano a dimenarsi. Carla allunga una mano e impugna un fallo di gomma, sara’ lungo almeno venti centimetri e largo in proporzione, ci scappa un gesto di approvazione.
Carla si solleva e fa distendere Titti, le apre le gambe e la lecca un po’, poi di colpo le infila l’attrezzo enorme nella fessura, sembra invasata perche’ comincia a pistonarla con violenza, sembra che riesca ad infilarle l’arnese quasi per tutta la sua lunghezza, deve essere abituata ai grossi calibri, bene. Titti si agita, apre la bocca, deve sentirsi impalata completamente e batte le braccia contro il letto, la smorfia sul suo viso denuncia un orgasmo travolgente.
Poi Carla estrae il membro di gomma dall’amica e si metta in posizione da sessantanove infilandoselo completamente dentro, la sua compagna le rende il servizio, accidenti sta entrando praticamente tutto, deve avere anche lei una passera profondissima. Intanto non smette di leccare il cespuglio nero con frenesia. Nel silenzio della notte riusciamo a sentire i loro gemiti anche se attutiti dalla cabina chiusa e ci ritroviamo entrambi con le aste dure sotto i calzoncini leggeri.
In pochi minuti le amiche si accasciano sul letto e senza una parola spengono la luce laterale e si addormentano, noi restiamo un po’ fuori poi, a malincuore decidiamo di andare a dormire anche noi.
Siamo entrambi piuttosto eccitati ma domani la partenza sara’ alle sei ed e’ meglio cercare di riposare, scendiamo a poppa e dopo aver commentato sottovoce quello che abbiamo visto, ci addormentiamo.
Puntuali, all’alba siamo in piedi, lasciamo dormire le passeggere e accendiamo il motore, il diesel ronza piano, non dovrebbe disturbare troppo, infatti dalle cabine non ci arriva alcun segno di vita ed e’ meglio non avere gente tra i piedi quando si salpa.
Sandro molla le cime di prua e poi rapidamente quelle di poppa, io do un po’ di motore e faccio ruotare il Gold facendolo puntare verso il centro del Magra, il canale navigabile e’ sul lato opposto quello destro. Attraversiamo il fiume e sento che il fondale e’ basso, stiamo scivolando a volte su banchi di sabbia, dopo poco pero’ trovo il canale e punto alla foce dando un po’ di motore. Fa fresco e la coperta e’ tutta bagnata dalla rugiada notturna ma il sole sta sorgendo e tra breve si asciughera’ tutto.
Arriviamo al mare e adesso diamo motore con decisione, a destra le scogliere di Punta Bianca sono illuminate dal sole, a sinistra c’e’ la costa della Versilia, siamo felici come bambini anche se questo spettacolo lo abbiamo gia’ visto un centinaio di volte, non finisce mai di entusiasmarci.
Il mare davanti e calmo e c’e’ ancora un po’ di tramontana, ma appena fuori finira’, inutile issare le vele per il momento. Sandro va sotto coperta a preparare il caffe’ e in breve usciamo dal ridosso dell’isola del Tino, si sente una brezza da est, il traverso che stiamo cercando. Restando sempre alla ruota del timone ci prendiamo un caffe’ bollente, il profumo ha risvegliato le nostre passeggere che sentiamo muoversi nei bagni. Dopo poco emergono dal pozzetto una dopo l’altra, sono assonnate ma il sole ormai sorto le risveglia immediatamente.
Caffe’ per tutti e ci ritroviamo seduti in coperta a scaldarci come lucertole, e’ bello svegliarsi in mare. Ci togliamo tutti le felpe e restiamo a guardare il mare, non c’e’ nessuno e noi stiamo puntando a sud allontanandoci sempre di piu’ dalla costa. La brezza sta montando, metto la prua al vento, motore al minimo e Sandro issa la randa, poi puggio a sud e spengo il motore.
Man mano che il genoa si svolge il Gold prende vita, e’ una vela stupenda, bordata di azzurro e immensa, sembra avvolgerci tutti. La barca sbanda leggermente e si mette a trottare, sei, sette nodi, non male considerando che siamo ancora vicini alla costa. Il silenzio e’ rotto solo dal fruscio del vento e dallo sciacquio della prua, un’emozione alla quale non riusciro’ mai ad abituarmi.
Decidiamo di non armare l’albero di mezzana, con il vento al traverso non ci darebbe grossi vantaggi ed e’ un lavoraccio, lasciamo perdere. Una volta in rotta impostiamo il pilota automatico puntando su Macinaggio e finalmente possiamo rilassarci. Il Gold Strike sa il fatto suo, ci portera’ in Corsica in meno di dieci ore, e’ ora di colazione adesso.
Caffe’ tea, biscotti, burro e marmellata, la giornata comincia bene. Anche se il vento e’ fresco comincia a fare caldo, ci ritroviamo tutti in coperta con i costumi da bagno e basta. Silvia ha un bikini che trattiene a mala pena le due forme abbondanti, Carla non si e’ infilata nemmeno il top e cosi’ ha fatto anche Titti. La moretta e’ comunque l’unica a sfoggiare un paio di tette degne di nota, il ricordo della sera precedente ce le fa osservare con un interesse particolare.
Passa un’oretta e anche la milanese mette il seno al vento, tette larghe con aureole enormi e capezzoli scuri e rugosi, facciamo finta di niente anche se sotto il nostro costume si vede benissimo che non siamo indifferenti. Se la traversata procede cosi’ abbiamo ben poco da fare, con Sandro restiamo seduti dietro la ruota del timone a chiacchierare, inutile negare che nulla ci sfugge di quello che si muove davanti ai nostri occhi ma conserviamo un atteggiamento distaccato.
Il sole sta picchiando e le nostre ospiti cominciano a spalmarsi con le creme solari, prima Titti massaggia la bionda, poi viceversa, Silvia si arrangia da sola. Per cortesia mi offro di aiutarla e lei accetta di buon grado. Mi concede solo la schiena ma riesco ad arrivarle vicino al sedere, e’ morbida e gradisce molto il massaggio, non mi dice di smettere. La lascio bocconi al sole tutta brillante di crema.
Siamo gia’ in viaggio da quattro ore ed il mare e’ sempre calmo, il sole brillante ed il vento teso, una traversata perfetta. Sono comparsi anche alcuni delfini che ci hanno affiancati per un po’, questo scatena sempre l’entusiasmo dei passeggeri e sinceramente anche il nostro. Carla ci raggiunge e chiede se possiamo fermarci per un bagno, l’idea di ammainare tutto e issare di nuovo le vele non e’ entusiasmante ma non abbiamo cuore di rifiutare.
Avvolgiamo il genoa e mettendo la prua al vento ci fermiamo, la randa la lasciamo distesa, inutile raccoglierla con cura, basta non calpestarla. Prepariamo la scaletta e inizio io con un tuffo, l’acqua e’ fresca e molto piacevole, rimango vicino alla barca mentre le donne scendono una alla volta. Sandro rimane a bordo per ogni evenienza. Dopo poco risalgo e gli do il cambio, lui si tuffa immediatamente mentre le mostre amiche si godono il bagno in alto mare. La barca scarroccia un poco sottovento ma non e’ difficile seguirla a nuoto, Sandro ritorna a bordo e si asciuga al sole poi si toglie il costume e lo appende al boma.
Non mi stupisco, e’ normale in alto mare non far asciugare il costume addosso, e’ un fastidio, cosi’ faccio lo stesso anch’io, restiamo seduti dietro il timone con le nostre aste al sole. Dopo un bagno nell’acqua fresca non sono erette completamente ma fanno la loro figura lo stesso.
La prima a risalire e’ Silvia, si risciacqua con la doccia esterna e non sembra accorgersi di noi, bene, non siamo degli esibizionisti. Ancora bagnata torna al suo posto a prua e si infila gli occhiali, ho capito, senza ci vede come una talpa. Infatti adesso il suo sguardo e’ calamitato tra le nostre gambe pero’ cerca di dissimularlo. Risalgono anche le altre e fanno finta di niente, anche loro pero’ si tolgono il costume e lo stendono ad asciugare. Abbiamo dato il buon esempio !
Accendiamo il motore per poco, giusto il tempo di issare le vele e riprendere la rotta, poi di nuovo silenzio e il Gold prosegue la sua corsa verso sud. Abbiamo fatto tutte le manovre con i nostri oggetti nudi tra le gambe ma senza dare importanza alla cosa anche se non possiamo ignorare le occhiate discrete ma assidue delle nostre spettatrici Il mio oggetto comincia a reagire agli stimoli e ormai e’ quasi completamente dritto. Comunque ritorniamo a sederci dietro la ruota del timone dove siamo praticamente fuori dalla loro vista.
C’e’ pero’ agitazione sulla coperta davanti a noi, a turno si alzano casualmente e le occhiate arrivano come frecce, con Sandro ci guardiamo sorridenti, le donne sono incredibili. Anche la milanese si e’ denudata ma resta piuttosto defilata, Carla invece ci mostra spudoratamente tutte le sue intimita’, se non sapessimo che ha gusti particolari sembrerebbe che stia cercando di eccitarci. Titti e’ indubbiamente quella con il fisico migliore, peccato, con Sandro commentiamo e ci godiamo la crociera, il mare ‘e calmo ed il vento al traverso teso e costante, non si puo’ desiderare di meglio.
Sara’ per la levataccia che abbiamo fatto ma l’appetito si fa sentire, Sandro si rimette il costume e scende in cucina a preparare qualche cosa da mangiare, io resto solo dietro la ruota del timone ma il pilota automatico sta facendo un buon lavoro ed io devo solo tenere d’occhio che non incrociamo qualche rete o ostacoli in mare. Sono rilassato e mi godo il sole su tutto il corpo senza perdere di vista le passeggere che sono distese nude davanti a me.
Carla si alza e si viene a sedere al mio fianco, ha forme abbondanti e seni che cascano un po’, il cespuglio chiaro tra le gambe e’ rado e non nasconde il clitoride pronunciato e le grandi labbra gonfie e semiaperte, al sole si vedono brillare alcune gocce, non se sudore o altro. Io la accolgo con un sorriso.
– Sandro e’ sceso a preparare qualche cosa da mangiare, avete appetito ?
La bionda sorride ma non perde d’occhio la mia asta che e’ distesa lungo la coscia e non e’ indifferente alle attenzioni infatti sta lentamente gonfiandosi. Conoscendo le tendenze di Carla cerco di darmi un contegno, faccio molta fatica pero’.
– Davvero, che bello, ho proprio appetito, cosa offre la cambusa ?
– Non so, e’ Sandro il capitano, non ho idea di che cosa stia preparando. Io mi fido pero’ !
– Sara’ meglio che dia un’occhiata, non vorrei che mi facesse ingrassare.
Cosi’ dicendo si alza e scende sotto coperta, ammiro di sfuggita il suo sedere ampio con ciuffi di pelo nel mezzo, davvero un peccato che si sia portata l’amante da casa, ci farei proprio un pensierino. Intanto l’arnese tra le mie gambe ha raggiunto dimensioni ragguardevoli, mi giro di lato per non mostrarlo spudoratamente alle altre passeggere.
Continuo a godermi il mare, il Gold fila dritto senza beccheggiare sul mare liscio, il vento e’ fresco e piacevole, una giornata splendida. Non ho idea di quanto tempo sia passato, forse una ventina di minuti, quando Carla esce sorridente facendomi un cenno d’intesa, tutto ok, poi ritorna a distendersi al sole lasciandomi gustare la vista delle sue bellezze.
Sandro comunque sta tardando, chissa’ che cosa sta preparando, per uno spuntino leggero non ci dovrebbe volere cosi’ tanto. Finalmente arriva con un vassoio, vino bianco fresco, pane tostato, formaggi e frutta, lo accolgo con approvazione. Ha un’aria furba che gli conosco bene, appena si siede lo interrogo.
– Pensavo che non tornassi piu’, cosa hai combinato in cucina ?
– Carla mi ha fatto una pompa stupenda, erano anni che non trovavo una donna che sapesse succhiare cosi’ ! Sono ancora agitato.
Accidenti, questo non l’avrei proprio immaginato, ma non e’ lesbica la bionda ? Voglio che Sandro mi racconti di piu’.
– Ero in cucina a preparare quando e’ entrata e senza una parola si e’ inginocchiata e mi ha abbassato il costume. L’ha preso in bocca e non lo ha mollato sino alla fine, credimi, ci sa fare, mi ha lavorato la cappella con la lingua e massaggiato le palle con una abilita’ incredibile. L’ho lasciata fare e quando sono venuto ha ingoiato tutto il succo senza lasciarne cadere una goccia, un capolavoro. Sono rimasto in piedi senza parole.
Anch’io sono senza parole, la crociera sta diventando interessante.
– Alla faccia delle lesbiche, allora le piace anche il cazzo ! Bene, sai che la cosa mi sorride molto ?
– Deve avere un’esperienza notevole, mi ha succhiato da vera professionista, dovresti provare ! Quasi quasi io chiederei il bis !
Sandro ha il costume ma io invece sono nudo ed e’ facile vedere l’effetto del racconto, tra le cosce ho la mazza dura e dritta con la cappella quasi tutta fuori, non riuscirei proprio a nasconderla.
Intanto le nostre passeggere hanno visto il cibo e arrivano sorridenti ed affamate, sono nude anche loro ma ormai ci hanno preso gusto e anche la milanese non si fa problemi.
Ci sediamo tutti nel pozzetto e brindiamo con allegria, poi il vassoio si vuota in pochi minuti, uno snack semplice e gustoso. Mi accendo una sigaretta e guardo soddisfatto la compagnia, tre donne nude, io anche e Sandro con lo slip che nasconde proprio poco di quello che c’e’ sotto. Titti e’ sempre quella che calamita i nostri sguardi, ha un seno piccolo ma sodo e un pancino piatto sopra ad un cespuglio nero che fa veramente gola. Lei pero’ tiene sempre gli occhi bassi e non e’ loquace come Carla, Silvia si sta sgelando e mostra le sue grazie senza pudore, anzi, allarga le gambe e ci lascia godere anche i particolari.
Io non provo nemmeno a nascondere la mia erezione, non ci riuscirei e devo dire che l’ammirazione e’ evidente tra le nostre ospiti. L’aria si sta scaldando anche per loro, lo si vede benissimo. Le due parmigiane tornano a distendersi al sole a prua mentre Silvia va a poppa per fare una doccia, dice che ha caldo. Armeggia un po’ ma non riesce a farla funzionare allora io gentilmente corro in suo soccorso, tengo in mano lo spruzzatore e lo dirigo verso di lei.
Con l’altra mano le faccio scorrere l’acqua sulla schiena e lei sembra gradire molto la carezza, io insisto e le lavo le natiche abbondanti, poi il collo, il seno e proseguo sino al pube peloso. Silvia allarga le gambe e quasi mi invita a massaggiarle il clitoride e la fessura. Non mi faccio pregare anche perche’ ho l’asta dritta e tesa che non lascia dubbi. Naturalmente tutta la compagnia segue con attenzione le nostre manovre.
Quando le infilo un dito dentro inarca la schiena e apre la bocca, deve averne una voglia tremenda, si vede ad occhio nudo. Si distende sul legno bagnato ed io la seguo, chiudo la doccia e con entrambe le mani le massaggio la passera ed i seni. Ho due dita dentro e sento che e’ bagnata fradicia, non d’acqua pero’, i capezzoli sono dritti e sensibili, ormai tiene gli occhi chiusi e si lascia andare completamente. Io ormai comincio a non farcela piu’.
Continua ………

Angela
LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE
Ho messo via.......
A cosa sto pensando ?
Nebbia....nebbia....
I vicini di casa
Orgasmo



