Vince Cap.3

marzo 23, 2011 in Uti Turan da Gabriele

Passai mesi piuttosto duri dopo che lasciai Marco. L’unica uscita che facevo era per andare al lavoro. Gli amici all’inizio mi chiamavano, mi cercavano, ma alla fine il telofono smise di suonare.
Anche al lavoro le cose erano cambiate, la mia solarità non c’era più, sentivo bisbigliare al mio passaggio e la gente mi evitava. Ad un certo punto, volevo anche cambiare il posto di lavoro, ma dove mi presentavo, dicevano sempre… “le faremo sapere”… una volta non era così… Quella che tutti ora vedevano, era una persona diversa, una persona senza più la voglia di vivere.

Ero davanti al pc, immersa nei miei pensieri non pensieri, quando mi si presentò davanti Vince…
Mi sembrava di vedere un fantasma, stavo sognando oppure era realtà. La sua voce mi svegliò……”Come stai! Domani presentati a questo indirizzo, mi raccomando, cerca di essere puntuale” non attese nemmeno la mia risposta e se ne andò. Ero sorpresa, lessi l’indirizzo e con noncuranza lo buttai nel cestino….. sentii una stretta al petto….mi sentivo morire. Ma come era possibile, non ero più io, chi ero diventata, perchè ero ridotta così. Cominciai a piangere, in silenzio le lacrime scendevano a bagnare il mio viso e non ricordo come, mi ritrovai in mano ancora il biglietto con l’indirizzo che mi aveva dato Vince. Decisi di andare, forse era un modo come un altro di dare una svolta alla mia vita, alla vita che facevo in questi ultimi mesi…..

Decisi di indossare un completo nero, semplice, e di darmi un tocco di colore con un pò di rossetto, rosso naturalmente. Quando arrivai non ci fu bisogno di presentarmi, mi fecero accomodare in uno studio dove c’erano due persone: uno era Vince e l’altro non lo conoscevo. Non so perchè, ma riuscii a dire solo “Buongiorno” dopodichè un nodo alla gola mi impedì di parlare. Ma non ce n’era bisogno, sentii Vince che diceva all’altro “ Ok Roberto, domani inizia, prepara lo studio come già ti ho detto”. Dopodichè l’uomo uscii, salutandomi. Vince mi guardò, si avvicinò a me, con le dita mi sfiorò i capelli, le guance, le spalle… ed io cominciai a piangere. Diversamente dal solito, Vince mi abbracciò, mi strinse forte a sè, ma il suo abbraccio era dolce, non violento come ricordavo e come aveva fatto tante volte. Non mi aveva mai trattato così, era la prima volta, “ Piangi piccola, ma ricordati, queste saranno le tue ultime lacrime” e mi tenne stretta a sè a lungo, finchè non smisi di piangere. “Piccola, vedrai, ora cambierà tutto, penserò io a te, ora non soffrirai più” e mi baciò, non l’aveva mai fatto, mai, così non l’aveva mai fatto. Come aveva detto Vince, tutto cambiò, nel giro di pochi giorni stavo ritornando quella di prima. Ora lavoravo per lui, vivevo con lui….Quella sera mi portò a casa sua, facemmo l’amore, non sesso, proprio l’amore, fu dolcissimo, mi prese e riprese più volte. La sua lingua mi accarezzava, i suoi occhi mi penetravano, la sua voce mi possedeva e quella notte lo amai, come non avevo mai amato nessuno… Mi ritornò il sorriso, i miei occhi ritornarono a brillare, da quella notte era nata un’altra persona, non quella di giorni o mesi prima, una totalmente diversa.

Viaggiavo parecchio con Vince, ormai lo seguivo dappertutto, mi fece conoscere gente nuova, posti meravigliosi……ma lui non fu più dolce come quella notte. Ma mi andava bene così, non c’era bisogno che mi dimostrasse altro, lo aveva già fatto e quando ne avevo veramente bisogno e poi vedremo, penso ad oggi, non guardo oltre, già…. e come dico sempre, domani è un altro giorno.

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Autore: Uti Turan         Immagine di Jacek Yerka